I gusci delle cozze dove li mettereste? E il sacchetto del pane, per metà plastificato, va nella carta o nella plastica? Il cartone della pizza va nel secco se ha tracce di cibo… Ma se c’è un leggero residuo di pomodoro, posso toglierlo con una spugnetta?
L’assessore all’Ambiente del comune di Cremona, Simona Pasquali, potrebbe fare l’en plein con le risposte su questi e altri dubbi. Ma ancora meglio sa fare Elisabetta Soldani, funzionario tecnico dell’Ufficio Ambiente che si occupa di rifiuti da quasi 30 anni con un ultimo periodo full immersion nella Tarip con l’ex assessore Manzi. E si può permettere anche la licenza di precisare alcune risposte pre definite di Aprica, azienda alla quale è affidata la raccolta di rifiuti a Cremona. Infatti, se si scarica l’app RifiutiAMO, si può controllare, voce per voce, l’esatta collocazione del rifiuto e il calendario della raccolta. Alcuni esempi al volo: cialda caffè vuota in plastica senza pellicola di alluminio nella plastica, fazzoletti di carta usati nel secco, tappi in metallo a corona in vetro-lattine, appendini in ferro alla piattaforma.
Credo proprio di aver sempre messo i gusci delle cozze nel sacchetto dell’umido per cui mi ripropongo di mandare una lettera di scuse ad Aprica, sulla falsariga di quel che scriveva alla sua scuola Charlie Brown: “Non riesco più a trovare più il libro della biblioteca, non fate del male alla mia famiglia”. Perché ho sbagliato? Elisabetta Soldani me lo spiega. «I gusci delle cozze contengono del materiale calcareo che non si degrada con facilità, per cui vanno nel secco. Il criterio generale per un corretto conferimento è aver la massima attenzione alla separazione dei rifiuti, valutando le diverse tipologie di frazione. Il cartone della pizza va invece nella carta, dopo aver tolto i residui di cibo che vanno nell’umido. Sul residuo di pomodoro passerei con una spugnetta. Il cartone resta un po’ bagnato? Non importa. Il sacchetto di pane va nella carta perché la parte plastificata è di derivazione vegetale. Su tutti i contenitori, per legge, è specificato la loro destinazione. La prima volta che si vede un nuovo rifiuto, occorre avere la pazienza di cercarla e di leggerla».
Assessore, da 3 mesi usiamo i nuovi mastelli e nei condomini c’è lo smart bin. Quali osservazioni siete in grado di fare?
«Siamo contenti del primo impatto, mi pare che ci sia stato un rapido adattamento. Alcune volte si è dovuti andare a sbloccare i meccanismi di apertura a scheda, niente di grave. Piuttosto, c’è un 11% della popolazione che non ha ancora ritirato il mastello. Tra poco partiranno le lettere di sollecito»...
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