IL gioco non è qualcosa da demonizzare, se fatto in modo intelligente e senza scopo di lucro: per questo all’azzardo, si contrappone un mondo ludico multiforme e variegato, che anche a Cremona ha messo radici e che contribuisce a promuovere una cultura dell’intrattenimento sana e positiva. Tra le associazioni che si occupano di questo target, c’è la Buca del Coboldo, che conta una quarantina di soci e che mira a diffondere la cultura del gioco da tavolo.
«All’interno del settore ludico (giochi da tavolo, giochi di ruolo, o comunque gioco inteso come intrattenimento e stimolo intellettuale) è da tempo in atto una battaglia e rivendicazione sull’utilizzo della terminologia», sottolinea Mauro Samarati, membro del direttivo. «Sarebbe giusto utilizzare il termine “azzardopatia” anziché “ludopatia”, in quanto quest’ultimo condivide il prefisso “ludo”, che richiama attività ludiche riconducibili a gioco da tavolo e altre attività intelligenti. Dovremmo fare come nel mondo anglosassone, dove per parlare di gioco d’azzardo hanno trovato un termine specifico, gambling. Senza contare che per promuovere queste pratiche si utilizzano messaggi ingannevoli: esse vengono infatti spesso pubblicizzate con grafiche che rimandano a situazioni di divertimento, e questo è un’esca, perché poi in realtà si entra nel patologico, e quando si parla di gioco compulsivo la componente del divertimento viene meno».
In che modo il gioco da tavolo o di ruolo può agire a contrasto con il gioco d’azzardo?
«Dal lato pratico, possiamo dire che le attività legate al gioco da tavolo e di ruolo, ma più in generale al mondo del gioco, anche in altri contesti, svolgono un importante ruolo preventivo. Diversi studi confermano che uno dei motivi che porta all’accesso al gioco d’azzardo è il desiderio di fuggire alla solitudine, soprattutto nella fascia d’età tra i 14 e i 25 anni. Per qualcuno è un modo per ingannare il tempo, con la speranza di guadagnare qualcosa. Il gioco intelligente, in contrapposizione, porta a offrire dei momenti di svago, condivisione, amicizia e relazioni, che fanno da contrasto preventivo alla solitudine sociale. Il gioco d’azzardo e da tavolo hanno entrambi elementi di sfida intellettuale e di autogratificazione del giocatore, ma nel secondo sono innocui: se vinci sei gratificato, se perdi non succede nulla. Invece nell’azzardo la perdita crea una frustrazione che porta la persona a rigiocare e spendere altri soldi»...
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