Ad Umberto Galimberti, Filosofo, accademico e psicoanalista, è affidato un tema chiave dell’assemblea intitolata alla “Transizione al futuro”: la tecnica. «La tesi che intendo sostenere - spiega galimberti all’inizio della sua relazione - è la seguente: continuiamo a pensare che la tecnica sia un mezzo nelle mani dell’uomo. Non è così: oggi la tecnica è un mondo. Il concetto di mondo è radicalmente diverso dal concetto di mezzo. La tecnica era tale quando era modesta. Il problema era sorto già in Grecia, cultura che ha messo in circolazione questo problema, cosa che non poteva accadere nell’altra tradizione, quella giudaico-cristiana dell’Occidente, secondo la quale all’origine c’era l’ordine di Dio che conferiva ad Adamo il compito di dominare sugli animali della terra, sui volatili del cielo e sui pesci delle acque marine. Il cristianesimo non è solo una religione, è un inconscio collettivo caratterizzato dall’ottimismo, un ottimismo secondo il quale il futuro è sempre positivo. Il cristianesimo concepisce il passato come male, il presente come redenzione, il futuro come salvezza. La scienza, che di solito viene contrapposta alla religione, la pensa allo stesso modo: il passato è ignoranza, il presente ricerca, il futuro è progresso. Da questo punto di vista anche Marx è un grande cristiano: ritiene che il passato sia ingiustizia sociale, il presente sia far esplodere le contraddizioni del capitalismo, il futuro sia portatore di giustizia sulla terra. Persino Freud, nel suo libro contro la religione intitolato ‘L’avvenire di un’illusione’, pensa che le nevrosi appartengano al passato, la terapia al presente e la guarigione al futuro. Tutto, in occidente, è cristiano. Lo aveva notato anche il teologo Gianni Baget Bozzo, il quale si era domandato: sopravviverà l’occidente senza cristianesimo? Sopravviverà il cristianesimo alla fine dell’Occidente? La risposta è no, in entrambi i casi...
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